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Dobbiamo rimettere al centro del nostro agire la categoria del bene comune”

Prof. Stefano Zamagni, Villaggio per la Terra 2017

Astract

Con l’Agenda 2030 la politica internazionale ha concordato sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale, affermando una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo. I cambiamenti climatici, le crisi finanziarie e ambientali, le crescenti disparità economiche e le conseguenti tensioni sociali sono i segnali evidenti di un’economia che non ha garantito prosperità a tutti.

Occorre allora indirizzare l’economia verso la massimizzazione del bene comune, superare la dicotomia pubblico/privato che polarizza e contrappone l’agire economico e colmare quei vuoti di responsabilità nella gestione del tipicamente comune. Infatti, la governance dei beni comuni, in primis il lavoro e la Terra con le sue risorse, necessita del recupero di quella comunione d’intenti che sostanzia in ogni ambito il vivere delle comunità.

Sostenibilità, sviluppo e prosperità, passano dalla capacità di intraprendere per valorizzare ogni bene comune e passano in particolare dalla capacità di valorizzare, organizzandola, quella ricchezza (nella biosfera come nelle relazioni umane) che si chiama diversità.

Si riconoscono confortanti segnali nelle reazioni dei paesi alle gravi crisi ambientali (cambiamenti climatici, inquinamento, dissesto idrogeologico, perdita biodiversità), nelle nuove strategie industriali e nelle grandi innovazioni tecnologiche che hanno delineato la possibilità di un’economia fossil free e green. Efficienza energetica, energie rinnovabili, valorizzazione del capitale naturale, sono ambiti pieni di possibilità e potenzialità per gli imprenditori attenti al bene comune.

Stiamo parlando della bellezza di un’economia che è al tempo stesso circolare e di comunione. Perché se l’economia nasce per perseguire il bene comune, la comunione d’intenti tipica delle comunità più mature è necessaria oggi più che mai nel mondo dell’impresa, dove si generano la cultura e le abitudini di vita del nostro tempo.

Il talk metterà in luce idee ed esperienze, attraverso le quali, a livello internazionale, ha già preso forma un cammino economicamente e socialmente innovativo verso lo sviluppo sostenibile e la prosperità.

Programma  Ore 16.00

Conduce:

  • Giuseppe De Filippi, Vice Direttore e responsabile economia del Tg5

Intervengono:

Contributi artistici di:

  • Max Paiella, artista radio televisivo
  • Roberto Cipollone, artista, La Bottega di Ciro, Loppiano (FI)

Ore 17.00            Conclusioni

Dalle 17.15 alle 18.30 avrà luogo il POST TALK, con approfondimenti e dialogo col pubblico

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